Il sonno dei bambini: quelli italiani non dormono abbastanza!

Il sonno dei bambini: quelli italiani non dormono abbastanza! Mia figlia ha 15 mesi, va a nanna nel suo lettino, in camera sua alle 19.30 e si sveglia alle 7. No, non dorme senza interruzioni, si sveglia, qualche volta piange e devo andare a rassicurarla, ma considerando le notti insonni e le urla del suo primo anno di vita è un cambiamento drastico!

Qui in Austria la maggior parte dei bambini va a dormire tra le 18.30 e le 20.00. Prima di avere figli pensavo che i genitori austriaci e tedeschi fossero troppo severi e guardavo con il sorriso i bambini nei passeggini a ogni ora della notte in Italia e in Spagna. Ora mi sono ricreduta e ho capito che è solo con la disciplina e una solida routine che una neo-famiglia può vivere i primi anni della vita del bambino in modo sereno e rilassato.

Non sono arrivata a questa conclusione in modo indolore, credetemi.

Il primo anno mia figlia si addormentava sempre al seno e dormiva con noi nel lettone. L’allattavo spesso anche per 4-5 ore la sera per farla addormentare e nel momento in cui mi alzavo per andare in bagno o bere un bicchiere d’acqua, la piccola si svegliava strillando come se non ci fosse un domani.

Quasi ogni giorno mi svegliavo distrutta, un po’ perché avevo allattato tutta la notte e un po’ perché avendola sempre sotto il braccio o direttamente sul mio torso, non riposavo molto bene. Metterla nel suo lettino peggiorava la situazione, perché dovevo svegliarmi per allattarla e lei piangeva ininterrottamente se dopo la poppata serale o notturna la rimettevo nel lettino.

Ho letto da qualche parte che la carenza di sonno viene usata come tortura e ha gli stessi effetti dell’alcol sul nostro cervello. Credo che molte neo-mamme confermeranno. Io perlomeno mi sentivo veramente un po´ ubriaca e molto irritabile.

Il problema non sta solo nelle mamme però, se non “insegniamo” ai nostri bambini a dormire bene e ad addormentarsi indipendentemente saranno loro a pagare le conseguenze. La SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) ha dichiarato che i bambini italiani dormono sempre meno e il 35% di loro soffrono di problemi di sonno durante la crescita!

Generalmente fino a un anno di vita si dovrebbe dormire 14-18 ore distribuite nelle 24 ore, per i bambini più grandi sono sufficienti 12-14 ore.

Il sonno dei bambini: 10 consigli pratici per favorirne il sonno

Il sonno dei bambini: quanto dormono i vostri figli?

Nel primo anno mia figlia non dormiva mai più di 10-12 ore e si svegliava spessissimo. E io che mi chiedevo perché era sempre di cattivo umore e piangeva per ore!

Ho deciso, quindi, di condividere qui 10 consigli pratici riguardo al sonno dei bambini che hanno funzionato per mia figlia e ci hanno permesso di avere una vita più equilibrata.

N.B: I consigli sono rivolti ai genitori di bambini dai ca. 10 mesi in sù, per FAR FAVORIRE UN SONNO SERENO DEI NEONATI E UNA CRESCITA EMOZIONALE BILANCIATA, ci vuole spesso solo il seno, il calore della mamma o del papà e tanta pazienza!!!

1) La Cameretta

Per più di un anno mia figlia ha dormito nel lettone con noi e per tutto l’anno abbiamo dormito malissimo. Lei si svegliava al mio primo movimento e voleva mangiare. Allattavo tutta la notte e soffrivo di forti mal di schiena. Dopo il suo primo compleanno abbiamo deciso di spostarla in camera sua. Da subito ha iniziato a dormire meglio e più a lungo. E noi pure.

2) L’orario

Non fare passare più di 4-5 ore tra il sonno pomeridiano e notturno. Decidere un orario in cui il bambino deve andare a dormire e seguirlo religiosamente tutti i giorni. Per noi l’ora X è tra le 19.30 e le 20. Ricordatevi che è meglio metterli a dormire prima che siano stanchi che quando sono già troppo stanchi. Non tenete i bambini svegli fino a tardi per farli stancare il più possibile, perché faranno più fatica ad addormentarsi. Metterli a dormire presto potrebbe anche aiutarli a dormire più a lungo!

3) Il sonnellino

Idealmente il bambino di un anno o più, dormirà una sola volta al giorno, subito dopo pranzo (nel nostro caso tra le 12.30 e le 14). Per le prime settimana si dovrebbe far uno sforzo e non uscire mai all’ora del sonnellino. Così si crea un associazione forte tra letto-nanna-orario.

4) La routine prima della nanna

20-30 minuti prima dell’ora della nanna bisognerebbe leggere libri, farsi le coccole, fare il bagnetto, cantare insieme, ecc. La routine dovrebbe avvenire sempre alla stessa ora e in un ambiente con le luci soffuse e consistere di attività poco eccitanti. Ripeto, sempre alla stessa ora e nello stesso ordine!

5) Niente schermi o TV

Possibilmente MAI prima dei 3 anni ma soprattutto niente TV o cartoni nelle ore prima della nanna per tutti i bambini. Soprattutto se siete già tornate a lavorare dedicate queste poche ore serali ai vostri bambini, al 100%. Anche se siete molto stanche e senza energie sapere che, per esempio, dalle 20 in poi avrete modo di riposarvi vi aiuterà a non cedere alla tentazione di accendere i cartoni per avere 10 minuti di pace 😉

6) Coinvolgete i papà e i nonni

Soprattutto se allattate per farlo addormentare, avrete bisogno di qualcuno che metta il vostro bambino a dormire al posto vostro. Almeno per un paio di settimane. Può succedere che pianga perché non è abituato, ma è anche un’ottima occasione per il papà o la nonna per mettersi alla prova e insegnare al bimbo che “nanna” non significa necessariamente “mamma” o “tetta” 😉

7) La cena

Se allatti ancora non allattarlo subito prima della nanna, ma prima per esempio di mettergli il pigiama, così non associa il sonno al seno. Per molte famiglie cenare insieme è importantissimo. Il problema è che in Italia si tende a cenare davvero troppo tardi, i bambini arrivano sfiniti all’ora di cena e fanno molti più capricci, rendendo quello che è una bellissima tradizione una fonte di grande stress per tutta la famiglia. Quello che faccio io è questo: faccio cenare la bambina tra le 18 e le 19, poi mi dedico alla sua routine e una volta che lei dorme ceniamo noi. Provate anche voi!

8) Metodi per farli addormentare

l papà di mia figlia la mette nel lettino e l’accarezza (anche per mezz’ora) prima che si addormenti. Io faccio “shh-shh” e canto la sua cantilena preferita. Una delle nonne la porta in braccio e le fa le coccole. L’altra nonna le parla sottovoce e l’accarezza. Le prime volte piangeva un po’ e bisognava rassicurarla anche per un’ora e tornare nella cameretta fino a 10 volte a notte, ma dopo 2 settimane si addormentava così nel giro di 5 minuti. 

9) Lasciarli piangere

Conosco chi lascia piangere i propri bambini anche per un’ora prima che si addormentino da soli e giurano che i loro bambini si addormentino solo così. Io non ho mai lasciato piangere mia figlia per più di 5 minuti, prima di andare da lei. Devo ammettere che la maggior parte delle volte si sveglia nel mezzo della notte strilla per un minuto e poi si addormenta subito da sola. Ho imparato quindi a non reagire ai suoi pianti istantaneamente e di sforzarmi di aspettare un pochino. Devo ammettere che io ci riesco molto meglio del papà che scatta al primo suono e finisce sempre col svegliarla ancora di più! 

10) Pazienza, forza e coraggio

Le settimane in cui abbiamo “insegnato” a nostra figlia a dormire da sola, sono state molto stressanti e stancanti, abbiamo dormito pochissimo e almeno cento volte eravamo sul punto di mollare l’impresa e portarcela nel lettone. Quando ti svegli per la decima volta nel mezzo della notte, la voglia di lasciar perdere è tanta! Ma abbiamo tenuto duro e in 2 settimane dormivamo tutti e 3 quasi tutta la notte.

P.S. Noi non abbiamo contattato una CONSULENTE DEL SONNO, ma so che per molte famiglie “disperate” alla ricerca del riposo notturno, le consulenti sono un grande aiuto, quindi informatevi se ci sono figure professionali di questo tipo nella vostra zona.

Dopo 2-3 mesi è venuta a trovarci mia madre. È arrivata alle 18 e mi ha chiesto se potevo mettere la bambina a dormire più tardi quel giorno. Ho accettato. Mia figlia era contentissima di giocare con la nonna, ma intorno alle 19.40 vedendo che nessuno le metteva il pigiamino è andata a tirarlo fuori, l’ha portato alla nonna e le ha indicato la sua cameretta col fare “nonna sono contenta che sei venuta a trovarci, ma sarei ancora più felice se non disturbassi la mia routine e mi mettessi a dormire come sono abituata” 😜

Questo è per farvi capire che i bimbi hanno bisogno della loro routine e rispettandola facciamo un favore a tutti, a loro e a noi stessi

Natalia 

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