Bimbo grande non significa parto doloroso

Una mamma mi ha telefonato ieri terrorizzata perché le avevano comunicato dopo un’ecografia di aver un “bimbone” (in termini tecnici macrosomia fetale)! Ma cosa vuol dire esattamente? Che implicazioni può avere?

Macrosomia fetale

La macrosomia fetale, ossia avere un bimbo grande, non significa avere un parto più doloroso. Ecco uno degli errori che come professionisti neanche ci accorgiamo di fare, parliamo in un modo che magari a noi può sembrare normale, ma che viene interpretato in modo singolare da chi ascolta. 

Vi spiego il perché in 5 punti:

1) L’ecografia elabora un peso stimato e non reale

Sino a pochi decenni fa, non esistendo l’ecografo, si facevano ben poche ipotesi sul peso del bambino. Oggi come in passato si può usare un metro per controllare l’armonica crescita della pancia, oppure l’ecografia. Entrambi i metodi ci danno un’idea di peso stimato: ovvero una specie di formula matematica nel quale vengono inserite la misura del femore, della circonferenza della testa e di quella addominale, elaborate attraverso un calcolo matematico e valutate con una percentuale di rischio di errore del 10% in più o in meno. Quindi è sbagliato terrorizzare la donna con l’idea di dover partorire un bimbo troppo grande sulla base dei dati ecografici che a volte risultano trovare solo un parziale riscontro nella realtà.

2) Un bimbo grande non avrà necessariamente una testa grande

I “Bambinoni” possono essere lunghi e magri, proprio perché l’ecografo misura solo le ossa e, se quella del femore è lunga, ipotizzare un peso maggiore di un bimbo più pesante, ma con il femore corto.

Ad alcune donne viene detto che dovranno essere indotte prima del termine della loro gravidanza, in quanto il bambino potrebbe essere troppo grande e non passare attraverso il bacino, o anche rimanere bloccato. Da non fare mai!!!Ci sono pochi casi in cui si parla di Macrosomia, ma spesso dovuta ad altre patologie correlate e non ne parliamo qui.
Vorrei ricordare che le ossa del cranio al momento della nascita non sono ancora saldate proprio per permettere di accavallarsi quel tanto che basta a ridurre gli spazi per interfacciarsi con il bacino della mamma. La testa del vostro bambino, che è la parte più larga, è progettata quindi per modellarsi e passare attraverso il canale del parto. Se le dimensioni non saranno compatibili lo si scoprirà in travaglio.

3) Dilatazione dell’utero

Ci possono essere dei motivi per cui i bambini possono avere qualche intoppo durante il travaglio, ma spesso questo processo avviene indipendentemente dalle sue dimensioni. Ad esempio, la prima fase del travaglio non è assolutamente influenzata dalla dimensione del tuo bambino, anzi se la testa si appoggia bene sul collo dell’utero ne agevola la dilatazione.

Ricordate che il collo dell’utero deve dilatarsi completamente indipendentemente se il bimbo pesa 2,5kg o 4,5kg.

4) Posizione del bambino

La posizione del vostro bambino alla nascita invece può fare una grande differenza per quanto rapido o semplice sarà il parto, indipendentemente dalle sue dimensioni.
La posizione ottimale per la nascita è quella cefalica, con il mento nascosto, con la faccia rivolta verso la vostra schiena. Questa posizione è la migliore, la parte più piccola del diametro del cranio del bimbo si raffronta con la parte più stretta del canale del parto.

Spesso i bambini grandi, non avendo molto spazio a disposizione sono costretti a mantenere questa posizione. I bimbi grandi inoltre sono anche più forti e aiutano attivamente, sia con la testa che con i piedini, durante le spinte, a tutto vantaggio della mamma.

Un bambino che non si trova in una buona posizione può significare un lavoro più lungo e complesso, soprattutto se la presentazione è posteriore, cioè la schiena del bambino è contro la schiena della madre, al di là delle sue dimensioni.

5) Posizione della madre

La posizione della madre nel travaglio e nel parto invece è molto importante e può fare una grande differenza sulla facilità o meno di dare alla luce un bambino.

Durante la prima fase del travaglio, quando il collo dell’utero si apre, si dovrebbe essere liberi di cercare le posizioni e i movimenti che più aiutano a tollerare le contrazioni.
Se si rimane in posizioni che sfruttano la forza di gravità, è più probabile che il bambino mantenga una posizione ottimale per nascita.

Essere bloccate in un letto, distese o semi-sdraiate, è assolutamente controproducente.

Durante la seconda fase, prediligendo una posizione accovacciata, lo spazio a disposizione per la nascita aumenta di circa 3cm (che non è poco!), il coccige (le ultime piccole 3 vertebre alla fine della colonna vertebrale) è spinto verso l’esterno per aumentare ulteriormente lo spazio a disposizione, sicuramente controproducente quindi restare sdraiate sulla schiena o sedute, perché il bacino è effettivamente in una posizione fissa.
La posizione eretta è quella da favorire, anche ad esempio con le mani sulle ginocchia o accovacciate, in modo da lasciare spazio al bacino di adattarsi al passaggio del bambino.

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