Il dramma dell’aborto spontaneo e dei bimbi mai nati

Ci sono bimbi che vivono per sempre ma solo nei cuori delle mamme che hanno avuto l’onore di partecipare alla loro, seppur breve esperienza terrena! Anche se l’argomento dell’aborto spontaneo e della morte in utero non è allegro, non possiamo ignorarlo, le mamme che hanno vissuto questo lutto hanno bisogno del loro spazio.

Molti pensano che “al giorno d’oggi” una cosa del genere sia innaturale e impossibile, anche io lo pensavo sino a quando non ho dovuto fare i conti con la realtà. Vi parlo di questo non per spaventarvi, ma per fare capire come strana a volte sia la natura. In ogni caso la percentuale di bimbi che, molto spesso per cause ignote, non raggiungono il giorno della nascita, rimane molto bassa, invariata e ferma all’1 per 1000!
Significa che in un ospedale con 3000 parti all’anno questo evento terribile può capitare 3 volte, ma per quelle mamme e quei bambini quell’1% è il tutto!
In questa percentuale non vengono calcolati tutti quei bambini che non raggiungono la 25 settimana, o che si spengono molto precocemente nelle primissime settimane di vita intrauterina. Questi bimbi, di cui la mamma ha sentito il battito ed il calore, una volta scomparsi, cadono nell’oblio delle memorie di quasi tutti, ma non delle loro mamme che li tengono vivi nel cuore per sempre.

La maggior parte delle volte non c’è una ragione di nessun genere, e la cosa ferisce forse ancora di più, perché al senso di vuoto e dolore, si aggiunge l’incapacità di comprendere “di farsene una ragione”.
Le donne che attraversano questo dolore, il più delle volte non hanno un supporto adeguato, a volte non hanno nessun supporto affatto!
Siamo tutti così attoniti ed addolorati che non abbiamo parole e spesso usiamo quelle sbagliate, anche noi professionisti!

Chi sta vicino a queste mamme speciali dovrebbe evitare di chiedere di dimenticare di sostituire questo dolore con la ricerca di un’altra gravidanza, o peggio di sminuire l’accaduto dicendo frasi del tipo “pensa se fosse successo dopo” o cose simili.

I genitori hanno grandi cicatrici nel cuore, ignorarle non sarà di aiuto affatto!

Hanno bisogno di tempo, di amore, e di aiuti adatti, hanno bisogno di parlare e condividere per poter elaborare il lutto e non far finta che questo bambino non sia mai esistito.

Da parte nostra che viviamo al loro fianco l’esperienza, ammettere di non avere parole o semplicemente aprire il proprio cuore alla sofferenza per condividerla con quelle mamme è l’unica cosa da fare in questi casi! Dobbiamo accettare che per cause strane la natura ha le sue regole e l’uomo per quanto evoluto ed intelligente o super tecnologico, non le può controllare od infrangere ed ammettere che come professionisti non abbiamo tutte le risposte!

Quando ancora stavo completando i miei studi, ricordo che avevo il terrore di questo evento, ripetevo a me stessa che come mamma non avrei mai avuto la forza di sopportarlo e pregavo che non capitasse a me, a costo di rinunciare alla gravidanza stessa.

Durante gli anni di lavoro, ovviamente mi è capitato di dover dare questa notizia e di essere testimone incredula dell’assenza di battito, in quel momento come ostetrica mi sentivo sopraffatta dal dolore lo sentivo invadere il mio cuore, diventare quasi dolore fisico che non mi permetteva di respirare. Il mondo si fermava, il tempo è lo spazio perdevano la loro dimensione, anche il mio cuore smetteva di battere assieme a quello del bambino e dei genitori. Non ci sono parole per spiegare l’inspiegabile, bisogna solo lasciare che il dolore squarci il cuore e ci lasci a terra senza possibilità di reazione per accogliere l’urlo silenzioso di quei genitori e abbracciarlo semplicemente stando al loro fianco senza parole. 

A questo proposito vorrei aggiungere un pensiero: il silenzio nel guardare uno schermo ecografico per una mamma è una tragedia, lo dico ai miei colleghi, pregandoli di parlare di comunicare con le mamme anche semplicemente informandoli sui passi che si stanno facendo, non lasciate che quel silenzio di pochi secondi faccia insinuare nella mamma il dubbio che questa cosa possa esserle capitata. 

Eppure, quelle mamme sono più forti di quello che loro stesse possano immaginare, in quel momento la loro vita finisce assieme a quella del bambino, tutti i sogni, i desideri, le aspettative si sbriciolano perdono consistenza vengono avvolte dal nero tetro allucinante dolore. Ma ce la fanno, si fanno forza, lo mettono al mondo, lo abbracciano con amore e lo lasciano andare e la loro vita a distanza di tempo ricomincia il dolore rimane ma fa spazio all’amore, con coraggio infinito accettano di accogliere ancora la vita nonostante il dolore. 
Le mamme hanno una forza che ha radici profonde nell’Universo, non saprei spiegarlo altrimenti! 

E negli anni mi sono sempre chiesta, ma come fanno!? Non mi riuscivo ad arrendere però al fatto che non si potesse dare un valore positivo a questa esperienza, così ho studiato, interiormente e sui libri, cercando risposte scientifiche e di fede ed alla fine sono approdata alla mia personale interpretazione, che mi ha aiutato tanto e che vorrei condividere con voi sperando possa risultare una prospettiva utile dalla quale guardare il profondo dolore. 

Sono sicura che ci sia sempre qualcosa di positivo anche davanti all’esperienza peggiore della nostra vita, solo che a volte siamo così in ginocchio per il dolore che non riusciamo a vederla, in questo caso penso che ogni anima che decide di assumere un corpo fisico abbia un suo disegno e a volte, anche se incomprensibile, è quello di fare un’esperienza breve ma intensa, che magari li aiuti a risolvere un nodo insoluto.

Queste anime speciali cercano genitori speciali che li possano amare profondamente, perché l’amore incondizionato li aiuterà a liberarsi, in grado di accoglierli con le loro debolezze e che siano in grado di tenerli vivi nel cuore pur lasciandoli liberi di andare.

I genitori che affrontano questa esperienza, che sia molto precoce nella gravidanza o al termine, sono persone speciali, sono grandi anime generose, sono a tutti gli effetti i genitori di quell’esserino, per quanto precoce sia la sua scomparsa, quel bimbo li ha scelti e loro lo hanno amato.

Il dono di amore incondizionato di quei genitori avrà aiutato quel bambino ad evolvere e nella mia personale interpretazione lo avrà liberato, dandogli la possibilità di tornare felice per essere stato profondamente amato! 

 

PS: Vorrei ricordare che esistono comunque associazioni che si occupano di questi casi alle quali potete rivolgervi senza nessuna paura, i professionisti mettono a disposizione la loro esperienza per aiutarvi a ritornare a vedere la luce, una di queste è Lapo.

Viviana

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